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Acqua, aria, terra e fuoco. Un viaggio alle Canarie è come attraversare i quattro elementi. L’oceano scivola dolce e sussurra sulle lunghe spiagge di sabbia bianca o su quelle scure vulcaniche; l’oceano picchia e urla contro le scogliere rocciose, laddove i monti hanno le loro radici sommerse. Provate a scendere a piedi da Masca, un paesino a 600 m di altezza in Tenerife, verso il mare, verso la baia che fu nascondiglio di pirati. A ogni passo le acque cristalline vi stupiranno con nuove sfumature di fondale. Tornati a riva da una nuotata, prima di asciugarvi, chiudete gli occhi e lasciatevi accarezzare dal vento. È l’aliseo. Immaginate di essere su una barca a vela a disegnare traiettorie nell’Atlantico, immaginate di essere sulla cima di un vulcano attivo e di saltare giù, e galleggiare nell’aria su un deltaplano. Tutto ciò alle Canarie è possibile.
Come potete anche posare i palmi delle vostre mani su quei deserti di lava che sono impervi e ancora caldi, che emanano un’energia rossa che arriva dal centro della terra. Il vulcano Teide è ancora attivo e non è l’unico. Ai suoi piedi il Parco Nazionale del Teide è racchiuso nei bordi di un vecchio cratere e la vegetazione osserva timorosa le vette innevate e silenziose del monte. A 2400 metri di altezza l’Osservatorio Astrofisico avvicina persino gli astri e mette in contatto col cielo. Il Teide sintetizza in sé tutti gli elementi delle sette grandi isole.
I luoghi dell’uomo, le città, riescono talvolta ad essere all’altezza delle bellezze naturali. Las Palmas in Gran Canaria è stata crocevia di civiltà e ne fa sfoggio nelle architetture di influenza europea e nordafricana. Santa Cruz de Tenerife testimonia il passaggio del franchismo nell’impostazione di Plaza de Espana e conserva lo stile barocco in chiese come la Iglesia del Pilar. Ancora più interessanti sono forse i posti in cui l’uomo è intervenuto sulla natura stessa con rispetto e venerazione. In tal senso è da ammirare la Montagna Sacra, la Tindaya, all’interno della quale l’artista basco Chillida ha scavato un cubo di 50 metri di lato, illuminato da due fori che lasciano intravedere il sole e la luna.