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La storia è stata, al contempo, implacabile e generosa con questa terra. Faraoni, dominatori greci, romani, arabi, ottomani e colonizzatori inglesi hanno lasciato tutti un'impronta, rendono questo luogo un crocevia di culture e popoli.
A richiamare migliaia di turisti è soprattutto il fascino esercitato dall'antico Egitto. Le dinastie faraoniche hanno lasciato monumenti conservati in modo stupefacente. Le monumentali piramidi di Giza (Cheope, Chefren e Micerino) e l'enigmatica Sfinge erano tra le sette Meraviglie del Mondo Antico, insieme alla statua di Zeus a Olimpia, al Colosso di Rodi, al Tempio di Artemide a Efeso, al Mausoleo di Alicarnasso, al Faro di Alessandria e ai Giardini Pensili di Babilonia. Di tutte solo una è sopravvissuta al tempo: proprio l’area delle piramidi di Giza.
Fino al XIX secolo, la Piramide di Cheope, la più grande e antica tra le tre, era il più alto monumento del mondo. Napoleone Bonaparte, durante la sua spedizione in Egitto nel 1798, rimase rapito dallo spettacolo delle piramidi e calcolò che quella di Cheope contenesse tanta pietra da poterci costruire un muro lungo tutto il perimetro della Francia. Alta quasi 147 m, si stima sia formata da 2,5 milioni di blocchi di calcare. I visitatori possono entrare attraverso una scalinata intagliata sulla facciata esterna. Dall'ingresso, una sequenza di stretti corridoi conducono all’imponente Grande Galleria, da cui si accede alla camera funeraria del faraone, in corrispondenza del centro della piramide. Nella stanza si trova un sarcofago di granito rosa, le cui dimensioni sono maggiori di quelle della porta di accesso, facendo così desumere agli studiosi che la piramide sia stata costruita intorno al sarcofago. Della mummia di Cheope non è stata trovata traccia ed è difficile stabilire se venne deposta qui.
Posta a guardia alla piramide di Chefren, la Sfinge è la più antica scultura monumentale d'Egitto (2500 a.C.), fatta probabilmente costruire da Chefren. Secondo gli egittologi dovrebbe costituire una raffigurazione del sovrano, il cui corpo leonino sarebbe simbolo di regalità e la testa, cinta dal Nemes, un copricapo portato dai soli faraoni, sarebbe il simbolo del potere. E’ lunga 73 metri ed alta più di 20. I segni di erosione presenti, in particolare in corrispondenza del naso, sono stati lungamente studiati, ma ancora non motivati con certezza. Ai piedi della Sfinge si trova la stele di Thutmosi IV, su cui sono impresse le scene di questo sovrano. La leggenda vuole che Thutmosi avrebbe fatto riemergere la sfinge sepolta dalla sabbia con una preghiera rivolta agli dei mentre si trovava in raccoglimento ai piedi della scultura. La Sfinge, quindi, per riconoscenza, gli avrebbe riservato un futuro da faraone dell’Egitto.
Più a sud, seguendo il corso del Nilo, si trova la magnifica area archeologica di Luxor, l’antica città di Tebe, vicina alla Valle dei Re.
E’ per antonomasia il regno di Ramses II, che ha lasciato traccia del suo smisurato potere sotto forma di monumenti oggi tra i più celebri del mondo. Non ci si può negare una visita al famoso tempio di Luxor, precedente il regno di Ramses II, ma da lui arricchito con l’edificazione di un enorme pilone, su cui sono raffigurate scene della battaglia di Qadesh. Davanti al pilone si trovano tre statue del sovrano e uno dei due obelischi di granito rosa che presidiavano l’ingresso. L’altro è oggi esposto a Parigi, in Place De La Concorde. A nord della città, andando verso Karnak si possono visitare il tempio di Mantu, il tempio di Mut e quello di Amon. Il meraviglioso complesso monumentale di Karnak è composto da tre recinti principali, Montu, Mut e Amon. Quest’ultimo è il più celebre, grazie allo spettacolare viale delle sfingi, che conduce fino alla sua soglia, e alla grande Sala Ipostila, il cui spazio è scandito da 134 colonne alte fino a 15 metri, del diametro di circa 4, istoriate da bassorilievi che, pur privi del colore originario, sono comunque di assoluto interesse.
Situata sulla sponda del Nilo opposta a Luxor, la necropoli della Valle dei Re è una dei luoghi più suggestivi di tutto l’Egitto. Gli scavi hanno portato alla luce 34 tombe, tra cui quella del faraone Sethi I, trovata dall'italiano Belzoni nel 1817. Ben 34 mummie reali furono scoperte nel 1881 in una grande camera funeraria scavata nelle rocce che affacciano sul Nilo. Le tombe sono composte da numerosi vani, le cui pareti sono decorate da geroglifici incisi e dipinti, e affreschi di scene religiose o cerimoniali di corte. Ma il fascino della Valle dei Re risiede soprattutto nell’ultima tomba scoperta: quella di Tutankhamon, faraone della XVIII dinastia, trovata dall’archeologo Howard Carter nel 1922,. Sebbene avesse subito furti e saccheggi, la tomba conteneva ancora un tesoro di oltre 5000 oggetti sepolti insieme alle spoglie del giovane re.
Il CairoNon dimenticate poi un soggiorno a Il Cairo, senza lasciarvi intimori dalla fama di metropoli caotica che caratterizza questa città. Certo, la capitale è enorme, brulicante in ogni angolo di gente e di automobili in coda. Ma i canti dei muezzin al tramonto che chiamano i fedeli alla preghiera, il vecchio quartiere medievale, considerato patrimonio dell'Umanità, che si estende dalle mura settentrionali e dalla porta di Al-Qahira, fino a Fustat, a sud, in un reticolo di stradine e vicoli, tra splendide moschee e palazzi antichi, valgono a pieno una visita.